pensieri di un Italian coffe/bar addicted

Il caffè al bar lo amo, ho imparato ad apprezzarlo amaro, come i veri intenditori dicono, cogliendone così l’essenza dell’aroma e la sua tostatura..

E poi diciamocelo bere il caffè al bar,  per noi Italiani, è una cosa seria un rito, quasi un’ossessione direi, addirittura un tic.

“andiamoci a prendere un caffè “…Quante volte l’abbiamo detto nella Ns. vita, questa è l’espressione che utilizziamo quando incontriamo degli amici, quando vogliamo distendere i toni, quando concludiamo un’incontro di lavoro, quando vogliamo prenderci una pausa, quando siamo nervosi…Eppure bere il caffè espresso è un gesto così breve, minimale, veloce, una tazzina talmente piccola..A berla quanto ci si mette…..4 secondi se si ha fretta, 20 secondi se si ha tempo? Non è come il caffè americano, lui non si beve al bar in piedi, Lui è lungo, bollente, è da bere nel tempo, da sorseggiare quasi come si fa con i Whisky… mentre si legge un libro o si corre al lavoro, bevibile comunque in minuti mai in secondi….

Ma è poco signorile nel suo bicchiere di cartone, così poco minimale ed aggraziato.

Non è come il nostro espresso, servito in queste tazzine di ceramiche, così piccole e rumorose, eleganti,  che mantengono così bene l’aroma concentrato del caffè..

Paese che vai caffè che trovi, come a Ibiza, dove il caffè caleta viene servito dopo un flambè con brandy, da bere bollente per una energica sensazione.

Come dicevo bere il caffè al bar è un rito, non ne parliamo a Napoli, patria cultore degli usi e dei consumi del caffè,

un simpatico cameriere Napoletano qualche tempo fa mi disse che per non scottarsi le labbra quando si beve il caffè, rigorosamente amaro, bisogna prenderne un pò con il cucchiaino e stenderlo sui bordi della tazzina.

Debbo assolutamente provare ho pensato, io di solito aspetto sempre decine di secondi  per far raffreddare il caffè prima di berlo…….o forse continuerò così, d’altronde qualcuno disse, il piacere è tutto nell’attesa .